martedì 28 aprile 2015

La legge elettorale parte male

Editoriale Radio Onda Libera del 28 aprile 2015

La nuova legge elettorale, l'Italicum, è arrivata ieri in aula, è iniziata la prova di Montecitorio. Da stigmatizzare subito un fatto: durante la discussione generale l'aula era vuota, i deputati erano in tutt'altre faccende affaccendati. "Ma come - era la domanda più legittima - non questa legge è da tutti ritenuta fondamentale?" Si litiga e ci si spacca, il Pd è lacerato, Forza Italia in frantumi, il destino del governo è appeso all'approvazione dell'Italicum e poi quando si tratta di discuterne i parlamentari se ne fregano? Boh, misteri della politica.
Di sicuro c'è qualcosa che non funziona, che sfugge alla normale comprensione, e il sospetto che si tratti di una battaglia faziosa con tanto di posizioni strumentali c'è tutto. Ma questo ci porterebbe lontano.  Oggi comunque si comincia a votare con le pregiudiziali di costituzionalità e di merito presentate dalle opposizioni. E su due di queste Forza Italia ha già chiesto il voto segreto. 
Sul voto dei 140 emendamenti presentati in aula pesa sempre lo scontro fra Renzi e la minoranza del Pd. Ieri il premier ha sfidato ancora una volta i "dissidenti" dem. In una lettera ai segretari di circolo ha scritto: "Se questa legge elettorale non passa è l'idea stessa di Pd come motore del cambiamento dell'Italia che viene meno". E ha ricordato che "c'è in ballo soprattutto la dignità del nostro partito". Parole che hanno suscitato la reazione della minoranza. "Dignità è un concetto profondo ed è offensivo usarlo a fini di polemica interna", ha replicato Sinistra dem.
Nel frattempo anche i rapporti della maggioranza con Forza Italia peggiorano. Ieri il ministro Boschi ha attaccato in aula i forzisti, accusandoli di incoerenza e di avere tolto l'appoggio all'Italicum dopo la nomina di Mattarella al Quirinale.
Pronta la replica di Brunetta: "La giovane ministro o non ha capito o cerca di raccontare un'altra storia". Nonostante tutto la Boschi ha aperto su possibili modifiche ma specificando che non si tratta di un baratto a livello istituzionale. Beh, se non si chiama baratto questo...
Comunque su questa partita Renzi vuole giocarsi tutto, come al solito, rischiando anche una vittoria di Pirro. Ma il suo stile, lo ha già dimostrato con la questione Quirinale, è quello di andare avanti come un treno, di non cedere ai ricatti di nessuno, neppure a quelli che arrivano sotto forma di suppliche dalla minoranza del suo partito. E' convinto, e su questo ha ragione, di non avere alternative, di aver asfaltato tutti i possibili concorrenti, quindi la sua forza vera è quella di non avere qualcuno che di fronte o dietro gli faccia paura. Speriamo per lui che non si trasformi nella sua debolezza.

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