Il punto del direttore del 6 aprile 2014
C’era una fortunata trasmissione televisiva, si chiamava Scherzi a parte, faceva parecchio ridere e la conoscevano anche i bambini. Ecco, questa settimana la politica perugina pare sia andata a finire proprio in quel format. Ogni giorno a sentire le news che arrivavano dai vertici di certi partiti le reazioni normali della gente comune erano di incredulità, stupore e anche un po’ di indignazione. Perché le performance andate in onda non sono state delle più edificanti, anzi andrebbero annoverate nel registro delle brutte figure. Un passo indietro per far capire a chi non ha seguito le puntate precedenti quello che è accaduto.
Il blog del direttore responsabile del Gruppo Corriere (Corriere dell'Umbria, Corriere di Siena,
Corriere di Arezzo, Corriere di Maremma, Corriere di Viterbo, Corriere di Rieti)
domenica 6 aprile 2014
venerdì 4 aprile 2014
E' realtà la riforma delle Province
Editoriale Radio Onda Libera del 4 aprile 2014
La riforma delle Province è legge, via libera dalla Camera dei deputati con 260 si, 158 no e 7 astenuti. L'abolizione finale dopo la modifica della Costituzione. Il testo è rimasto identico a quello del Senato. Così nei tempi previsti è arrivata l'approvazione definitiva del disegno di legge Delrio su città metropolitane, Province, unioni e fusioni di comuni. A favore hanno votato Pd, Nuovo Centrodestra, Scelta Civica e Popolari per l'italia. Contro Fi, M5S, Lega, Sel e Fratelli d'Italia.
La riforma delle Province è legge, via libera dalla Camera dei deputati con 260 si, 158 no e 7 astenuti. L'abolizione finale dopo la modifica della Costituzione. Il testo è rimasto identico a quello del Senato. Così nei tempi previsti è arrivata l'approvazione definitiva del disegno di legge Delrio su città metropolitane, Province, unioni e fusioni di comuni. A favore hanno votato Pd, Nuovo Centrodestra, Scelta Civica e Popolari per l'italia. Contro Fi, M5S, Lega, Sel e Fratelli d'Italia.
Pensioni d'oro e pensioni da fame
Editoriale Radio Onda Libera del 3 aprile 2014
I pensionati si dividono in due categorie. Quelli che hanno assegni da fame e quelli che portano a casa pensioni di lusso. La media è di quelli che ricevono 16mila euro l'anno. Ma in 7 milioni sono sotto mille euro al mese, gran parte intorno ai 500 euro. I dati Istat si riferiscono al 2012: la spesa pensionistica è stata di 270,7 miliardi, in crescita dell'1,8% sull'anno precedente.
I pensionati si dividono in due categorie. Quelli che hanno assegni da fame e quelli che portano a casa pensioni di lusso. La media è di quelli che ricevono 16mila euro l'anno. Ma in 7 milioni sono sotto mille euro al mese, gran parte intorno ai 500 euro. I dati Istat si riferiscono al 2012: la spesa pensionistica è stata di 270,7 miliardi, in crescita dell'1,8% sull'anno precedente.
Disoccupazione da paura
Editoriale Radio Onda Libera del 2 aprile 2014
La disoccupazione a febbraio è volata al 13%: al top dal
1977. Tra i 15 e 64 anni lavora una persone su due. E' un dato record,
aumentato dell'1,1 rispetto all'anno scorso. E l'incremento è inferiore solo a quelli di Cipro (dal
14,7% al 16,7%) e della Grecia (dal 26,3% al 27,5%). Le stime, le previsioni sulla disoccupazione in Italia
per l'intero 2014 sono nell'intorno del 12,5%. A preoccupare, in particolare,
sono i giovani, invece, in cerca di occupazione 678mila ragazzi, con un tasso
di disoccupazione pari al 42,3%.
martedì 1 aprile 2014
E' finito il tempo dei rinvii
Editoriale Radio Onda Libera dell'1 aprile 2014
Il Senato non sarà più elettivo, diventerà il Senato delle autonomie, i componenti scenderanno da 315 a 148 ma senza indennità. Senato, si cambia, dentro ci saranno gli ex presidenti della Repubblica e i senatori a vita. Insieme all'abolizione delle Province il risparmio stimato è di 1 miliardo di euro all'anno. La prossima mossa sarà l'abolizione del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL). Entro fine aprile, poi, sarà la volta di pubblica amministrazione, fisco e innovazione tecnologica.
Il Senato non sarà più elettivo, diventerà il Senato delle autonomie, i componenti scenderanno da 315 a 148 ma senza indennità. Senato, si cambia, dentro ci saranno gli ex presidenti della Repubblica e i senatori a vita. Insieme all'abolizione delle Province il risparmio stimato è di 1 miliardo di euro all'anno. La prossima mossa sarà l'abolizione del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL). Entro fine aprile, poi, sarà la volta di pubblica amministrazione, fisco e innovazione tecnologica.
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