Editoriale Radio Onda Libera del 28 maggio 2014
I risultati delle elezioni fanno ancora discutere, polemizzare. Intanto il nuovo corso della politica viene visto e letto sotto la luce dei dati, dei numeri e delle percentuali usciti dalle urne. Il Pd gongola e il premier Renzi con il vento del 40 per cento dei consensi è volato a Bruxelles e sul tavolo con gli altri capi di Stato e di Governo ha messo in chiaro le cose, per lanciare più di un messaggio, a cominciare dalla necessità dell'Europa di cambiare se vuole salvarsi. Né con Angela Merkel, né con Martin Schulz.
Il blog del direttore responsabile del Gruppo Corriere (Corriere dell'Umbria, Corriere di Siena,
Corriere di Arezzo, Corriere di Maremma, Corriere di Viterbo, Corriere di Rieti)
mercoledì 28 maggio 2014
martedì 27 maggio 2014
Dalle urne dell'Umbria 9 "spareggi"
Editoriale Radio Onda Libera del 27 maggio 2014
L'effetto Renzi che trascinato il Pd ai massimi storici non si è sentito nelle comunali in Umbria. E' questo il primo immediato dato di riflessione. Perché i risultati delle urne per i municipi parlano solo di due sindaci eletti al primo turno, a Umbertide e Castiglione del Lago. Per gli altri 9 comuni al di sopra dei 15mila abitanti la partita si sposta all'8 giugno per il turno di ballottaggio. Supplementari quindi nei capoluoghi Perugia e Terni, ma anche a Foligno, Spoleto, Bastia, Gubbio, Gualdo Tadino, Orvieto e Marsciano.
lunedì 26 maggio 2014
Trionfa il Pd di Renzi
Editoriale Radio Onda Libera del 26 maggio 2014
Il Pd a valanga con quasi il 41 per cento, un trionfo per Renzi che distanzia di 20 punti di Grillo. Delusione Forza Italia in calo, bene la Lega, su alla soglia di sbarramento il Nuovo centro destra e la lista Tsipras. Ecco, in attesa dei risultati definitivi, il verdetto delle urne delle elezioni europee che è lampante e inequivocabile. Mancano poche sezioni e il voto si è trasformato in un vero plebiscito per il Partito democratico il cui consenso è andato al di là di ogni aspettativa e di ogni sondaggio. Perché di questo si tratta, di un trionfo vero e proprio. E la conferma arriva dai distacchi.
Il Pd a valanga con quasi il 41 per cento, un trionfo per Renzi che distanzia di 20 punti di Grillo. Delusione Forza Italia in calo, bene la Lega, su alla soglia di sbarramento il Nuovo centro destra e la lista Tsipras. Ecco, in attesa dei risultati definitivi, il verdetto delle urne delle elezioni europee che è lampante e inequivocabile. Mancano poche sezioni e il voto si è trasformato in un vero plebiscito per il Partito democratico il cui consenso è andato al di là di ogni aspettativa e di ogni sondaggio. Perché di questo si tratta, di un trionfo vero e proprio. E la conferma arriva dai distacchi.
domenica 25 maggio 2014
Qualche buon motivo
per non disertare le urne
Il punto del direttore del 25 maggio 2014
Andare a votare oggi è importante, forse più importante delle altre volte. Quello di oggi non è un voto solo per l’Europa, è un voto anche per la politica italiana. E in alcuni comuni è un voto per il rinnovo dei sindaci e dei consigli.
Al di là della disaffezione verso i politici e al di là del disgusto verso certa cattiva politica, disertare le urne e accrescere l’esercito degli astensionisti non è una mossa, a nostro avviso, giusta e intelligente. Non è giusta perché abdicare al diritto di voto significa disprezzare il sacrificio di chi si è battuto per estenderlo a tutti, uomini e donne del nostro Stato. Non è intelligente perché rinunciare alla possibilità di scegliere da chi farsi rappresentare vuol dire essere conniventi di un sistema e soprattutto non fare nulla per provare a cambiarlo.
sabato 24 maggio 2014
Andare a votare è l'unica soluzione
Editoriale Radio Onda Libera del 24 maggio 2014
Ormai ci siamo. Quasi. Due giorni e domenica si aprono le
urne. La campagna elettorale è alle sgoccioli, stasera si chiude. L'incognita principale è l'affluenza ai seggi. La
disaffezione nei confronti della politica potrebbe portare a un'astensione
record, addirittura pari o superiore al 40 per cento. Il distacco tra i partiti e la gente è enorme, cresciuto
di elezione in elezione. E riguarda tutti gli schieramenti, da destra a
sinistra, che in questi anni non sono riusciti a intercettare la fiducia di chi
si è trovato faccia a faccia con una crisi economica senza precedenti.
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