Archiviata l’abbuffata di numeri e percentuali, la politica si rimette in movimento. E riappaiono nel dibattito le polemiche e soprattutto le divisioni. Appena sette giorni fa il voto con tutto quello che ha comportato. Facciamo un riassunto: la più bassa affluenza mai registrata, appena un umbro su due è andato alle urne, segno di un distacco e indifferenza; la vittoria con il brivido e di misura del centrosinistra con la riconferma della presidente uscente Catiuscia Marini; il Pd, forza di maggioranza della maggioranza, che ha sciupato un capitale di centomila voti in un anno rispetto alle europee; il sorpasso mancato del centrodestra che visti i tre punti e mezzo di distacco per un po’ ci ha sperato; il trionfo della Lega Nord che si impone come il primo partito della coalizione e se non ci fosse stato quel 14 per cento Claudio Ricci avrebbe intercettato solo un quarto dell’elettorato; l’insuccesso totale di Forza Italia sempre più attraversata dai veleni; l’affermazione del Movimento 5 Stelle che resta il secondo partito della regione.
Il blog del direttore responsabile del Gruppo Corriere (Corriere dell'Umbria, Corriere di Siena,
Corriere di Arezzo, Corriere di Maremma, Corriere di Viterbo, Corriere di Rieti)
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martedì 9 giugno 2015
Le urne hanno parlato:
o si cambia o si muore
Il punto del direttore del 7 giugno 2015
Archiviata l’abbuffata di numeri e percentuali, la politica si rimette in movimento. E riappaiono nel dibattito le polemiche e soprattutto le divisioni. Appena sette giorni fa il voto con tutto quello che ha comportato. Facciamo un riassunto: la più bassa affluenza mai registrata, appena un umbro su due è andato alle urne, segno di un distacco e indifferenza; la vittoria con il brivido e di misura del centrosinistra con la riconferma della presidente uscente Catiuscia Marini; il Pd, forza di maggioranza della maggioranza, che ha sciupato un capitale di centomila voti in un anno rispetto alle europee; il sorpasso mancato del centrodestra che visti i tre punti e mezzo di distacco per un po’ ci ha sperato; il trionfo della Lega Nord che si impone come il primo partito della coalizione e se non ci fosse stato quel 14 per cento Claudio Ricci avrebbe intercettato solo un quarto dell’elettorato; l’insuccesso totale di Forza Italia sempre più attraversata dai veleni; l’affermazione del Movimento 5 Stelle che resta il secondo partito della regione.
Archiviata l’abbuffata di numeri e percentuali, la politica si rimette in movimento. E riappaiono nel dibattito le polemiche e soprattutto le divisioni. Appena sette giorni fa il voto con tutto quello che ha comportato. Facciamo un riassunto: la più bassa affluenza mai registrata, appena un umbro su due è andato alle urne, segno di un distacco e indifferenza; la vittoria con il brivido e di misura del centrosinistra con la riconferma della presidente uscente Catiuscia Marini; il Pd, forza di maggioranza della maggioranza, che ha sciupato un capitale di centomila voti in un anno rispetto alle europee; il sorpasso mancato del centrodestra che visti i tre punti e mezzo di distacco per un po’ ci ha sperato; il trionfo della Lega Nord che si impone come il primo partito della coalizione e se non ci fosse stato quel 14 per cento Claudio Ricci avrebbe intercettato solo un quarto dell’elettorato; l’insuccesso totale di Forza Italia sempre più attraversata dai veleni; l’affermazione del Movimento 5 Stelle che resta il secondo partito della regione.
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