Editoriale Radio Onda Libera del 12 gennaio 2017
La corte costituzionale ha deciso sul Jobs act, sulla riforma del lavoro voluta da Renzi e dal suo governo. Due quesiti ammessi; uno, quello sull’articolo 18, bocciato. Questo vuol dire solo una cosa e cioè che l'esecutivo guidato da Gentiloni avrà vita più lunga perché è stato rispettato il percorso indicato dal capo dello Stato Mattarella, e cioè prima legge elettorale e poi voto. Certo se fosse stato ammesso il quesito sull'articolo 18 le elezioni politiche sarebbero state più vicine.
Il blog del direttore responsabile del Gruppo Corriere (Corriere dell'Umbria, Corriere di Siena,
Corriere di Arezzo, Corriere di Maremma, Corriere di Viterbo, Corriere di Rieti)
sabato 14 gennaio 2017
Finisce la spinta del Jobs act
Editoriale Radio Onda Libera dell'11 gennaio 2017
Cresce la disoccupazione, le misure del Jobs act funzionano sempre meno. A novembre è rallentata la crescita degli occupati. E sul tappeto ci sono molti punti critici, dai licenziamenti alle politiche attive. Eppure appena quattro mesi fa l'allora presidente del consiglio Renzi twittava che il Jobs act funzionava. A settembre infatti l'Istat registrava 439mila occupati in più, 109mila disoccupati in meno, e segnalava un primo calo anche dei "Neet", i ragazzi che non studiano e non lavorano.
Cresce la disoccupazione, le misure del Jobs act funzionano sempre meno. A novembre è rallentata la crescita degli occupati. E sul tappeto ci sono molti punti critici, dai licenziamenti alle politiche attive. Eppure appena quattro mesi fa l'allora presidente del consiglio Renzi twittava che il Jobs act funzionava. A settembre infatti l'Istat registrava 439mila occupati in più, 109mila disoccupati in meno, e segnalava un primo calo anche dei "Neet", i ragazzi che non studiano e non lavorano.
mercoledì 11 gennaio 2017
La crisi non è finita, anzi
Editoriale Radio Onda Libera del 10 gennaio 2017
In un anno, nel 2016, si sono persi 15mila posti di lavoro nella nostra regione. Un numero impressionante, una cifra che fa paura. A dimostrazione che la crisi non è passata, anzi sta mordendo sempre di più. A lanciare l'allarme è stata la Cgil, che ha presentato l'ultimo rapporto Ires secondo cui in termini economici dal 2008 la crisi è costata 3,4 miliardi di euro. La perdita di ricchezza quantificata corrisponde a 16,5 punti di Pil.
In un anno, nel 2016, si sono persi 15mila posti di lavoro nella nostra regione. Un numero impressionante, una cifra che fa paura. A dimostrazione che la crisi non è passata, anzi sta mordendo sempre di più. A lanciare l'allarme è stata la Cgil, che ha presentato l'ultimo rapporto Ires secondo cui in termini economici dal 2008 la crisi è costata 3,4 miliardi di euro. La perdita di ricchezza quantificata corrisponde a 16,5 punti di Pil.
martedì 10 gennaio 2017
Lotta dura a furbetti e imboscati
Editoriale Radio Onda Libera del 9 gennaio 2017
Oggi parliamo dell'Italia degli imboscati, dei furbetti del cartellino e dei falsi invalidi, ma anche di quelli che si comportano ai limiti della legalità e che dovrebbero destare scandalo e indignazione. Come per esempio i 270 netturbini che a Palermo hanno potuto esibire un certificato medico che vieta loro di spazzare le strade,
Oggi parliamo dell'Italia degli imboscati, dei furbetti del cartellino e dei falsi invalidi, ma anche di quelli che si comportano ai limiti della legalità e che dovrebbero destare scandalo e indignazione. Come per esempio i 270 netturbini che a Palermo hanno potuto esibire un certificato medico che vieta loro di spazzare le strade,
domenica 1 gennaio 2017
Italia con più anziani e meno lavoro
Editoriale Radio Onda Libera del 30 dicembre 2016
Come ogni fine anno è tempo di bilanci, e anche noi non vogliamo sottrarci alla consuetudine. Lo facciamo affidandoci all'annuario statistico dell'Istat che ci racconta come la Penisola alla fine del 2016 sia un Paese sempre più anziano, il che comporta un continuo incremento delle uscite per pensioni. In parallelo stanno progressivamente calando gli iscritti al sistema scolastico. Omicidi e rapine sono diminuiti, ma le famiglie si sentono sempre più a rischio.
Come ogni fine anno è tempo di bilanci, e anche noi non vogliamo sottrarci alla consuetudine. Lo facciamo affidandoci all'annuario statistico dell'Istat che ci racconta come la Penisola alla fine del 2016 sia un Paese sempre più anziano, il che comporta un continuo incremento delle uscite per pensioni. In parallelo stanno progressivamente calando gli iscritti al sistema scolastico. Omicidi e rapine sono diminuiti, ma le famiglie si sentono sempre più a rischio.
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